THE SPEED OF LIFE_2007_usa_by edward a. radtke

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“there’s everytime someone watching. Even if there’s nobody watching, the images are there. Have you ever feel the life is like a movie?”  Con lo sguardo dritto al pubblico uno dei personaggi di questo emozionante film esplicita chiaramente l’intento del regista. Dove finisce il film e dove comincia la vita? riguardare vecchie registrazioni non è forse la stessa cosa che ricordare? E fare un film non è un po come sognare? Un ragazzino di 13 anni (uno di quelli con qualche problema in testa che piacciono tanto al cinema) ci introduce in un viaggio nel mondo dello sguardo: dominano le soggettive, lo sguardo della camera di scena si alterna a

quello delle centinaia di camere rubate, a quellodei protagonisti a volte smarriti, altre profetici (geniale la nonna cieca)  .

Protagonisti che sono accomunati dal bisogno, di vedere o di mostrare.

Cercate di tornare bambini, educatevi allo stupore, alla gioia dell’immaginazione.

“have you ever been…in an airplane?”

 THE SOUNDTRACK OF OUR LIFES

band di goteborg. Bel rock, originale, dalle sonorità classiche

 THE KNIVES

band di musica elettronica da goteborg. videoclip in perfetto design scandinavo

 A WALK INTO THE SEA (danny williams and the warhol factory)_2007

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“It’s funny how the colours of the real world only seem really real when you viddy them on the screen.” (È buffo come i colori del vero mondo divengano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo. ) La citazione di Alex de Large descrive perfettamente questo bel documentario.

Al di là delle solite ricerche a mio avviso troppo indiscrete sulle vivende personali

dei personaggi, questo film spicca tra gli altri riguardanti la factory grazie al materiale

che contiene, materiale che in realtà,è il vero e proprio soggetto del film.

Danny Williams, personaggio non troppo in vista della cerchia di warhol, cattura con la sua cinepresa i momenti piu intimi dell’artista e dei suoi amici. Grande attenzione ai contrasti e all’illuminazione, utilizzo di ralenty e riprese velocizzate,

passione per i primi piani.

Il mondo scintillante e colorato della factory viene elaborato dalle immagini

in bianco e nero di Williams, che ce lo restituisce piu umano,

sicuramente disperato e senza speranza,

paradossalmente, piu vero.

imperdibile per i fan della pop art (mi riferisco sempre alle riprese di Williams,

non al documentario nel complesso), prodotto della stessa ma leggermente distaccato,

capace di suscitare quelle emozioni che Warhol e i suoi hyanno sempre voluto negare.

 JAMES GRAHAM BALLARD_Il Condominio_L’Impero del Sole

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Due libri diversissimi tra loro, letti a piu di un anno di distanza l’uno dall’altro. Uno di fantascienza, l’altro autobiografico. Eppure nei libri di Ballard il tema centrale rimane sempre lo stesso: la natura animale dell’ uomo. Come si comporta l’essere umano quando la sua vita è in pericolo? qual’è il vero valore della cultura, e sopratutto, della morale? A questi interrogativi Ballard da una risposta precisa. I suoi protagonisti compiono atti crudeli, barbari e, secondo la “morale” corrente, disumani; MA questo avviene quando essi riscoprono appieno i valori fondamentali della vita e della loro umanità! Il processo di rovesciamento dei valori (nietzschiano a rota)  prende il via

sempre in ambienti ”protetti”

sciolti dal mondo corrente e quindi dalla sua morale: un condominio autosufficente

e un campo di prigionia, nei quali i soggetti possono dimenticarsi della società e

riscoprire se stessi, creando una NUOVA SOCIETA’. credo che proprio questo sia

il suggerimento piu importante da trarre dai libri di B: non esiste una società giusta

e una sbagliata, esistono solo società fondate su basi diverse, senza giudizi di valore.

A parte tutte ’ste stronzate, due bellissimi libri.


HELVETICA_(2007)_by Gary Hustwit

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Semplicemente un film che parla di un FONT (carattere tipografico per i non addetti ai lavori)! Uno dei soggetti meno “filmici” che si possano immaginare. Eppure “Helvetica” non è affatto un film sterile. Girato molto bene, inconsciamente già dalle prime inquadrature siamo portati ad identificare con le LETTERE i protagonisti principali, il film narra la storia di questo font nato negli anni ‘70 in Svizzera, il successo internazionale, le reazioni dei graphic designer, la commercializzazione mondiale. L’Helvetica non è solo un esercizio di grafica, è un modo di interpretare la società, l’arte, la politica: oggigiorno il 50%ca. delle scritte che vediamo nel mondo sono fatte con l’Helvetica…nato per l’esigenza di chiarezza e neutralità (e quindi DEMOCRAZIA) dei designer post-’60, è diventato oggigiorno il carattere della globalizzazione e delle multinazionali. Accettare la standardizzazione e puntare sui contenuti, o reagire con grafiche espressionistiche? questione di carattere…Un bell’esempio di come si possano interpretare tendenze su scala planetaria partendo da particolari apparentemente insignificanti.

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